Giugno 2011
Presso la Scuola Media Scalza Signorelli, a Ciconia, è stata premiata l'alunna Asia Maurich Novelli della II B che ha svolto una esauriente relazione, ricca di considerazioni personali, sulla visita guidata che le seconde classi hanno effettuato, come tutti gli anni, nell'ambito del progetto "Pianeta acqua", presso il Laboratorio Ittiogenetico di Terria, in Valnerina. Dalla relazione si evincono gli scopi e le finalità di tale iniziativa.
Per la sua relazione, ritenuta la migliore, Asia è stata premiata con materiali offerti dalla Lenza Orvietana Colmic Stonfo che ha accompagnato gli alunni nella visita offrendo la propria consulenza in materia di pesca e di Educazione Ambientale.
Pubblichiamo le foto della premiazione ed il testo integrale della relazione:
(da sin. il prof.Picchialepri, la prof.ssa Custodi, Asia, la Dirigente Scolastica, prof.ssa Bellini)
La gita a Terria
" Finalmente,
il primo marzo, abbiamo fatto la nostra prima, divertente e vera gita a Terria,
più precisamente per fare un laboratorio ittico.
Siamo usciti alle 8.00. Eravamo due classi: la IIA e la II B. All’andata,
con il pullmann, ci siamo divertiti molto: abbiamo visto anche un film!!!
Il viaggio è durato circa un’ora e mezza – due ore. Quando
siamo arrivati siamo scesi, abbiamo preso gli zaini e abbiamo fatto merenda.
Questo posto si trova al lato della strada e vicinissimo al fiume Nera. E’
un edificio con la forma circolare ed ha delle vasche con dentro delle trote
di tutte le dimensioni. Ci hanno fatto entrare in una stanza con un proiettore
dove ci hanno spiegato alcune cose per introdurci al tema di cui avremmo parlato.
Per cominciare ci hanno spiegato cos’è un BACINO IDROGRAFICO (una
conca) e ci hanno fatto vedere i 5 bacini idrografici della nostra zona : bacino
del Paglia, bacino del Tevere, bacino del Nera, bacino del Nestore e bacino
del Chiascio-Topino.Subito ci hanno detto le cose essenziali del Nera: nasce
dai Monti Sibillini, sfocia nel Tevere, è lungo 125 chilometri ed ha
un bacino di 4200 Kmq.
Per finire la spiegazione abbiamo parlato dell’ECOSISTEMA FIUME: i suoi
componenti sono:
componenti non viventi (acqua, aria, suolo) e componenti viventi (pesci, macroinvertebrati,
vegetazione). Ogni pesce è abituato a vivere in un’acqua di determinata
temperatura, per esempio le trote sono animali a sangue freddo, quindi sono
abituate a vivere in acque fredde. L’acqua, infatti, ha una CAPACITA’
TERMICA, cioè riesce a trattenere il calore. Di queste cose si occupa
l’ ECOLOGIA, la scienza che studia gli organismi viventi in relazione
all’ambiente in cui vivono: Tra gli organismi possiamo interessarci di
quattro categorie: neustos (vivono nell’interfaccia aria – acqua);
necton, pesci; benthos, macroinvertebrati; periphites, vivono attaccati alle
foglie(muschi, batteri).
In una zona longitudinale, in un fiume, diminuisce la pendenza, la velocità
della corrente, la granulometria (i sassi diminuiscono) e l'ossigeno disciolto,
mentre aumentano la temperatura, la portata di acqua, la torbidità ed
i sali disciolti.. I fiumi si dividono in tre zone: zona superiore a salmonidi,
zona del barbo (ciprinidi), zona della carpa (con acque stagnanti) limnofili,
ciprinidi.
In estate c’è una maggiore crescita di pesci perché la temperatura
è alta, invece in inverno, visto che la temperatura è più
bassa, c’è una minore crescita di pesci.
Dopo ci hanno divisi in due gruppi: II a e II B. Noi, II B, siamo andati con
una operatrice bionda ed abbastanza alta, in una stanza con delle vasche piene
di piccole trote. L’acqua dove esse nuotavano non era acqua normale, ma
era l’acqua del fiume Nera che aveva la giusta temperatura per loro. Poi
siamo andati fuori e l’operatrice ci ha fatto vedere due trote; per prenderle
con le mani ha dovuto dare ad ognuna di esse, una sostanza, che si scioglieva
nell’acqua, che l’ha fatta addormentare. Poi l’ha presa sulle
mani e ci ha spiegato alcune cose: hanno più di sei pinne; hanno delle
macchiette rosse; per vedere se sono maschi o femmine bisogna guardare la bocca,
normale nelle femmine, nei maschi, invece, ha un rilievo sul labbro inferiore
( le trote che abbiamo visto erano un maschio ed una femmina). Poi siamo andati
a vedere altre trote nelle vasche lunghe all’aperto. Quando è tornato
l’altro gruppo abbiamo fatto cambio, la IIA è andata con la signora
bionda , invece noi, IIB, siamo andati con un’altra operatrice che ci
ha portati al fiume Nera lì vicino. Poi ci ha detto che avremmo pescato
i macroinvertebrati , che sarebbero degli organismi di cui si nutrono le trote,
più precisamente sono larve ed insetti.
Ci ha dato un contenitore con una retina e delle pinze; con il contenitore dovevamo
prendere dal letto del fiume dei sassi con terra e dovevamo cercarci i macroinvertebrati
; poi, con delle pinzette, quando li trovavamo, bisognava metterli in un recipiente.
Naturalmente non ci siamo bagnati, perché restavamo sulla sponda.
Durante questa attività mi sono divertita di più, probabilmente
perché eravamo noi che dovevamo fare e quindi coinvolgeva tutti.
Dopo un po’ siamo tornati indietro e siamo tornati nella stanza con lo
schermo dove ci hanno spiegato alcune cose sui macroinvertebrati. I macroinvertebrati
sono visibili ad occhio nudo. Il loro processo di riproduzione si divide in
sei parti; le uova vengono deposte su una foglia, la massa ovigera cade in acqua,
le larve crescono in un astuccio larvale che diventa la loro casa, la pupa esce
dall’acqua, la pupa matura, depone le uova ed il ciclo ricomincia.
I macroinvertebrati si dividono in PLECOTTERI, EFEMEROTTERI, GAMMARIDI, TRICOTTERI,
SANGUISUGHE.
I Plecotteri sono insetti che hanno sei zampe, per attaccarsi alle rocce, e
tre code. Si chiamano così perché hanno le ali ripiegate una sull’altra,
infatti Plecottero in greco vuol dire ali intrecciate.
Gli Efemerotteri hanno tre code e sei zampe e nella parte dell’addome
hanno le tracheobranchie. I Gammaridi hanno più di sei zampe e sono muniti
di ventose. I Tricotteri si costruiscono una casa , chiamato astuccio, unendo
con la loro bava i sassolini. L’astuccio è utilizzato anche per
mimetizzarsi e per la protezione.Ci sono anche alcuni Tricotteri che non utilizzano
la bava per costruirsi la casa ma per cacciare.
Le sanguisughe hanno due ventose che permettono loro di non essere trasportate
dalla corrente: Infine abbiamo fatto un calcolo: abbiamo sommato tutti i macroinvertebrati
e abbiamo tratto delle conclusioni: 3 Plecotteri, 4 Efemerotteri, 2 Tricotteri,
2 sanguisughe, una larva di dittero. Visto che ne abbiomo trovati più
di 11, allora abbiamo calcolato che in quella parte del fiume Nera le acque
sono pulite .
Poi siamo usciti dalla stanza, abbiamo salutato le Signore ed accompagnati dalla
Prof. Custodi, dal Prof. Cocucci e dal Prof. Cargioli siamo tornati a scuola
con il pullmann e siamo arrivati dopo circa un’ora e mezza. Eravamo un
po’ stanchi ma divertiti."
Asia Maurich Novelli II B