{"id":1929,"date":"2013-01-21T18:45:53","date_gmt":"2013-01-21T17:45:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lenzaorvietana.it\/?p=1929"},"modified":"2013-01-22T14:28:40","modified_gmt":"2013-01-22T13:28:40","slug":"quando-il-gioco-si-fa-duro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lenzaorvietana.it\/?p=1929","title":{"rendered":"Quando il gioco si fa duro"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">\n<p><span style=\"color: #0000ff; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-large;\">Quando il gioco si fa duro\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Chi come me ha il piacere di dedicarsi ormai da lungo tempo alla pesca della carpa, oggi conserva sicuramente piacevoli ricordi dei bei tempi che furono. Tornando a ritroso nel tempo (non troppo indietro mi raccomando, che poi ci si accorge di non essere pi\u00f9 quelli di una volta) certamente i bei ricordi legati ai<!--more--><span style=\"line-height: 1.714285714;\">primi approcci con il carp fishing, possono impegnare un bel posto in classifica nel nostro album della vita . Quale carpista con un po\u2019 di sentimenti, potr\u00e0 mai dimenticare la sua prima carpa \u201callamata\u201d con l\u2019hair rig, proviamo a pensarci su un momento a quel fatidico giorno, per tanti ormai lontano, quanti pensieri accompagnarono il nostro primo lancio: la nuova montatura e quello strano modo di legarvi l\u2019esca, scetticismo e speranza si fondevano insieme, nell\u2019attesa di qualcosa che mai avremmo sospettato ci avrebbe in seguito cambiato la vita. Poi finalmente arriv\u00f2, tremenda come una mazzata, forte come mai ci saremmo immaginati, la soddisfazione della prima cattura, con il cuore a mille e l\u2019animo in tumulto una mano a stringere la canna e l\u2019altra il guadino, un tempo non breve ma infinito e poi la conclusione. La carpa stremata in un guadino troppo piccolo per quel bel pesce ( allora non si pensava in grande) e noi dall\u2019altra parte ormai appagati e stanchi, abbandonati sulla riva in beata contemplazione della nostra amante\u201d\u2026 ebbene si ragazzi! Confessiamocelo tra carpisti e teniamolo per noi, che tanto i comuni mortali non ci capirebbero, quell\u2019infuriare di sentimenti e quell\u2019inseguirsi di sensazioni \u00e8 stato per noi come il primo abbraccio ricevuto da una donna, \u00e8 cosi, la volutt\u00e0 della prima volta (vediamo chi ha il coraggio di negare) non si dimentica pi\u00f9. Tanta acqua \u00e8 passata sotto i ponti e anche diverse\u2026carpe, sul materassino, direbbero i pi\u00f9 impenitenti, e oggi? Ora che siamo carpisti evoluti e nulla crediamo di dovere imparare, proviamo un poco a fare un serio bilancio di quello che \u00e8 stato, quello che \u00e8 ora e quello che sar\u00e0. Non devo riflettere a lungo per concludere che quello che \u00e8 stato, appare migliore di quello che \u00e8 ora, non \u00e8 un gioco di parole \u00e8 soltanto una considerazione, tutta basata su una personale analisi delle mie esperienze di carpista. Qualche anno fa il \u201cgioco\u201d era pi\u00f9 facile, \u00e8 fuor di dubbio, se dovevo tentare un posto a me nuovo, mi bastava raccogliere qualche informazione sul luogo di mio interesse, poi con un pochino di spirito di osservazione scovavo in quel sito un fondale promettente, magari della vegetazione acquatica che mi faceva \u201ctrillare un campanello\u201d e se la fortuna era con me e durante i miei sopralluoghi incontravo qualche carpa particolarmente euforica e in vena di mostrarsi in acrobazie sul pelo dell\u2019acqua, il pi\u00f9 era fatto, il gioco poteva iniziare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"> Una serie di pasturazioni regolari, sia per quantit\u00e0 che per orari, e in termine di qualche giorno gi\u00e0 potevo essere in pesca. Non affermo che sempre era festa, questo tipo di fesserie non rientra nei miei modi di porgermi al lettore, ma in ogni caso spesso tutto funzionava, scontato e produttivo come tutte le cose semplici. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec le cose si stanno complicando e il gioco si fa duro, verrebbe da dire che \u00e8 ora che i duri inizino a giocare, ma non sempre \u00e8 facile essere dei \u201cduri\u201d, anche perch\u00e9 in fondo la posta in gioco non \u00e8 che sia enorme, si tratta solo di prendere un pesce e se si resta con i piedi per terra e non ci si lascia sviare da coloro che considerano piccola una carpa di dieci chilogrammi, l\u2019obiettivo resta il solito, catturare un bel pesce, magari anche qualcosa in pi\u00f9 di uno, possibilmente di taglia rispettabile e soprattutto divertirsi, che non dimentichiamolo \u00e8 la cosa che pi\u00f9 conta, il resto sono balle. Certo adeguarsi ai tempi non sempre risulta facile, specialmente per chi ha vissuto gli albori di questa pesca in Italia, il tempo \u00e8 capace di affievolire tutto, ma non le grandi passioni, la parola d\u2019ordine per tutti \u00e8 \u201dresistere\u201d e qui bisogna riconoscere che un po\u2019 duri per fare questo, bisogna esserlo. Le difficolt\u00e0 sono molte, in primo luogo bisogna dire che ormai siamo veramente in tanti, e questa \u00e8 cosa buona e giusta, ma \u00e8 evidente che molti commensali che aumentano intorno alla stessa tavola, devono per forza stringersi e talvolta ridurre le porzioni, non so se l\u2019esempio calza alla perfezione ma credo che per noi carpisti oggi sia cos\u00ec. Probabilmente difettiamo un po\u2019 tutti in fantasia e in intraprendenza, e cos\u00ec tendiamo ad ammassarci nei soliti posti, affolliamo dei luoghi perch\u00e9 sappiamo che qualcuno prima di noi ha catturato e trascuriamo tante altre acque o pi\u00f9 semplicemente postazioni di un determinato lago o fiume, solo perch\u00e9 temiamo di non avere successo, il nuovo ci spaventa e ci disorienta, il cappotto \u00e8 un\u2019evenienza da rifuggire ad ogni costo e allora avanti, tutti all\u2019ammasso, come bravi vacanzieri d\u2019agosto in fila ordinata e disperata davanti al casello, cos\u00ec facciamo anticamera in un determinato spot in attesa che chi ci ha preceduto lo liberi e ci lasci il posto. Quante speranze deluse e preziose giornate sprecate, nell&#8217; attesa di qualcosa che forse per noi non arriver\u00e0, e magari cinquecento metri pi\u00f9 a monte della nostra postazione grufola tranquillo un branco di carpe, l\u00ec proprio dove nessuno vi ha mai pescato. Fosse solo il fatto dell\u2019eccessivo affollamento a complicare le cose, risulterebbe ben poca cosa di fronte allo zelo dei tutori delle acque Italiane che applicano leggi e regolamenti ormai, anche su ammissione di alcuni di loro, obsoleti e vessatori. Infine come se non bastasse ci si mettono anche le carpe a fare le difficili, furbe come sono negli anni hanno fatto esperienza e si vede, anche imparando un pelino in pi\u00f9 di noi, non cadono pi\u00f9 cos\u00ec facilmente su una colorata e profumata proposta, messa in acqua dal primo carpista che passa, ci vogliono proposte serie e attiranti per convincerle ad abboccare, molto complicate nei loro gusti si sono evolute come ci siamo evoluti noi, con la differenza che noi giochiamo a prenderle, fotografarle e poi rilasciarle, loro prendono tremendamente sul serio il fatto di non volersi concedere a nessuno, tanto meno per questo tipo di soddisfazioni. La sfida continua, venga qualcuno a dirci che noi carpisti non siamo dei duri, magari con ogni confort nei nostri super attrezzati accampamenti, ma sempre dei duri siamo, se non altro per la stoica sopportazione del nostro cronico autolesionismo e di quant\u2019 altro al mondo, accade ai nostri danni. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Lago di Bolsena prima settimana di luglio, finalmente la tanto attesa data della riapertura dopo quella di chiusura del fermo riproduttivo, quello di calendario s\u2019intende, perch\u00e9 quello biologico (che va rispettato!) \u00e8 da tempo che \u00e8 passato e le carpe sono tornate alla normale attivit\u00e0 ormai da qualche settimana. Io e miei compagni di pesca, se pur a malincuore abbiamo rispettato anche quella di calendario, quest\u2019 anno la vigilanza sul lago ha stretto una specie di morsa intorno alle sue sponde. Abitualmente al primo incontro, al carpista preso in flagranza di reato \u00e8 comminato un severo ammonimento e null\u2019altro, alla seconda visita se la prima non ha sortito effetto, tolleranza zero e gi\u00f9 verbali come se piovesse, alcuni sventurati carpisti ne hanno fatto le sostanziose spese e si mormora che, vanno ancora oggi massaggiandosi un dolorante fondo schiena, proprio l\u00e0, dove normalmente chiunque alloggia il portafogli.<br \/>\nPassato il fermo pesca, rimane il divieto di pesca notturna e di campeggio, altro scoglio difficile da aggirare, negli anni passati sembrava che la notte i carpisti in azione fossero tollerati, ora molto meno e tutto si complica ancora di pi\u00f9. Ma come rinunciare alle magnifiche carpe di questo lago, dove le trovi delle regine cos\u00ec belle e forti, tutte di ottima taglia e in forma smagliante come poche, combattenti dalle formidabili doti sono capaci di portarti a spasso sopra la tua barchetta alla velocit\u00e0 di un buon motore elettrico, ti fanno dannare l\u2019anima prima di arrendersi, e quando credi che si siano arrese ancora sono capaci di saltare fuori dal guadino una, due, tre volte, se sei solo a \u201clavoratele\u201d sono dolori, mettono alla frusta senza sconti i tuoi nervi e la tua attrezzatura. Proprio non riesco a rinunciare a tutto questo, credo capirete, e quindi mi \u201cadeguo in pi\u00f9 modi\u201d, il primo \u00e8 pescare solo di giorno, il secondo immaginatelo voi. Anche le carpe di Bolsena al pari delle altre si sono evolute, le abbondanti pasturazioni di un tempo e la regola di un tempo che recitava \u201c a Bolsena quel che inneschi\u2026 inneschi\u201d non vale pi\u00f9, ora si fa sul serio e il rischio di cappotto \u00e8 divenuto veramente elevato. Intanto bisogna evidenziare il fatto, che l\u2019impiego indiscriminato del \u201clong range\u201d ha contribuito nelle postazioni pi\u00f9 note ad un progressivo allontanamento delle carpe, dove qualche anno fa si catturava a tiro di lancio anche su due metri d\u2019acqua specialmente di notte e in estate, ora si devono cercare a trecento metri e oltre, non c\u2019\u00e8 che dire un bel modo per complicarsi la vita!<br \/>\nLa riprova di quanto affermo la trovo nelle tre postazioni di Bolsena che frequento, per il momento, ci pesco io e pochi fidati compagni, il nostro range di distanza va da un minimo di trenta metri da riva ad un massimo di cento metri, e pur non avendo fatto chiss\u00e0 quali eclatanti catture, anche se a onor del vero devo dire che ci difendiamo, e ogni tanto qualche \u201cpezzo\u201d intorno ai venti kg salta fuori, catturiamo con una certa continuit\u00e0 e sempre a quelle distanze. Non vediamo quindi il motivo di allontanarle dalla nostra portata, speriamo che eventuali \u201cospiti\u201d che andranno ad occupare quelle postazioni non decidano di fare diversamente, il lago \u00e8 di tutti e se trovi qualcuno che mezz\u2019ora prima di te ha montato il campo sul tuo spot, c\u2019\u00e8 solo da ritirarsi con una certa eleganza e fare buon viso a cattivo gioco, gli dici che \u00e8 meglio pescare non tanto lontano e te ne vai da un\u2019altra parte, la prossima volta ti svegli prima! anche questo \u00e8 carp fishing.<br \/>\nMa se i problemi sono questi alla fine si possono tutti superare, resta solo quello principale, intanto tra tutti questi ostacoli non bisogna perdere di vista il fatto che uno sta su una sponda per pescare e possibilmente catturare, quindi la priorit\u00e0 da affrontare \u00e8 un notevole calo delle catture, che come ho gi\u00e0 detto non sono pi\u00f9 abbondanti come anni indietro.<br \/>\nDiversificare, \u00e8 la frase che pi\u00f9 ricorre tra me ed i miei amici, quindi cambiare approcci e strategie,<br \/>\nma non sempre \u00e8 facile, cosa ti vai ad inventare in una tecnica come il carp fishing dove tutto \u00e8 si estremamente tecnico ed evoluto, ma poi ti accorgi che aldil\u00e0 di quattro o cinque tipi di presentazione dell\u2019esca, che possono risultare efficaci la zuppa \u00e8 sempre quella. Presentazione affondante su fondale compatto e sabbioso e fin qui va bene, una piccola variazione sul tema \u201csnow man\u201d una affondante e una pop up che si controbilanciano, o una pop up staccata dal fondo, ma quanto staccata? \u201canche di molto\u201d direbbe il mio amico Giovanni con il suo inconfondibile accento Toscano. La carpa che potete vedere nella foto che mi ritrae \u201cin sua compagnia\u201d l\u2019ho catturata impiegando una montatura realizzata in line, zavorrata da un leggero piombo di 60gr, montato su lead core, impiegando un lungo terminale (70 cm) in fluor carbon da 25lbs dove ho legato un amo montato d-rig, tenuto in sospensione da una pop up al mais \u201cdevil baits\u201d. Ho calato direttamente dentro un banco di alghe che qui chiamano \u201coglie\u201d ed ho aspettato. Dal gioved\u00ec sera alla domenica mattina per la precisione, poi alle 11,30 il fischio gioioso del primo dei miei Delkim ha sovrastato gli urli e il rumore provocato in acqua da \u201cquei due angioletti dei miei figlioli\u201d che sguazzavano allegramente a non pi\u00f9 di trenta metri dal mio calamento. Venti kg di muscoli e potenza hanno preso oltre 100 m di filo, prima che io afferrata la canna potessi stabilire il contatto con quel pesce, la carpa procedeva in rabbiosa accelerazione verso il centro lago e io dietro sul minuscolo canotto di Alessandro, un combattimento come quelli che piacciono a me, \u00e8 stato il regalo di questa splendida avversaria.<br \/>\nIl funghetto, non riesco a spiegarmi perch\u00e9 renda cos\u00ec bene in questo lago e su questi pesci, ma un mio personale pur semplicissimo metodo di variazione sul tema snow man, talvolta mi ha regalato buone soddisfazioni, l\u2019ho ribattezzato \u201cfunghetto\u201d per via del suo buffo aspetto, non \u00e8 nulla di speciale, si tratta di inserire la pop up in tandem con l\u2019affondante, la tagliandola a met\u00e0 e utilizzare solo una delle due semisfere che ottenute, realizzo cos\u00ec una specie di simpatico funghetto, che per qualche imperscrutabile mistero del carp fishing batte dieci a uno la classica presentazione snow man con due boilies intere. Valle a capire certe sottigliezze che apprezzano le carpe di questo lago, stessa montatura stesse boilies stessa presentazione, vince per\u00f2 quella che si presenta a \u201cfunghetto\u201d e io continuo a non capire, ma mi adeguo. Infatti, la mia seconda cattura della giornata \u00e8 caduta proprio sul funghetto, realizzato innescando due boilies \u201ccoctail frutti devi baits\u201d stavolta per\u00f2 il tutto posizionato al margine del banco d\u2019alghe , su una sostanziosa pasturazione di granaglie e boilies spezzate.<br \/>\nPescare tra le alghe, capisco che non \u00e8 facile entrare nell\u2019ordine d&#8217;idee di calare le montature direttamente dentro un banco d\u2019alghe, qui poi sono veramente impressionanti, si staccano dal fondo anche per parecchi metri e obbligano a operare delle scelte, in tema di attrezzature e lenze adeguate. Manco a dirlo, canne potenti e soprattutto in bobina \u00e8 obbligatoria una buona treccia, sottile e robusta in grado di tagliare questa tenace vegetazione acquatica, se si ingaggia il combattimento peser\u00e0 la nostra preda a fare una bella \u201crasatura\u201d del fondo e le probabilit\u00e0 di portare a buon fine la cattura aumenta di molto, questo pu\u00f2 risultare diverso se si impiega del nylon in bobina. Non bisogna assolutamente temere che le nostre pasturazioni tra i banchi d\u2019alghe, risultino vane, \u00e8 proprio l\u00e0 in mezzo che viaggiano le carpe, le alghe rappresentano per loro una immensa dispensa dove attingere ogni giorno, gamberetti e altri invertebrati vivono e prolificano tra quelle distese di erba, quindi individuare le nostre proposte non sar\u00e0 per loro difficile, anzi visto che stiamo servendole in una sorta di grande sala da pranzo, ci sono buone possibilit\u00e0 che assaggino l\u2019esca, forse pi\u00f9 tranquillamente di quanto non siano abituate a fare in acque aperte. Certo pescare tra queste terribili alghe non \u00e8 per gente che pretende che tutto scorra liscio e senza problemi, ci si deve veramente adeguare e preparare alle evenienze pi\u00f9 fastidiose, come abbiamo detto la treccia \u00e8 un buon rimedio ma non \u00e8 la soluzione finale, servono anche terminali robusti, costruiti con materiali di sicura affidabilit\u00e0 e ami veramente a prova \u201cd\u2019apertura\u201d. E\u2019 su queste acque e in queste condizioni che ho avuto modo di testare per molto tempo, ami, filati da bobina e da terminale, della linea \u201cFishcon carpline\u201d, un severo test in grado di evidenziare pregi e difetti di qualsiasi prodotto, esasperando al massimo ogni prova, comunque superata brillantemente.<br \/>\nNon \u00e8 comunque solo una questione di materiali, \u00e8 anche una questione di \u201ctesta\u201d, si deve credere fermamente in quello che si sta facendo, i tempi sono duri e la strada appare in salita, ma \u00e8 nelle difficolt\u00e0 che ci si tempra, se tutto fosse facile probabilmente neanche si riuscirebbe pi\u00f9 a divertirsi, questo \u00e8 il sale della vita e anche del carp fishing, chiedetelo al mio amico Giovanni, \u201c un signor carpista\u201d che sta portando avanti una faticosa sfida, alle grosse ospiti di un piccolo angolo di questo immenso lago. Quando il gioco si fa duro\u2026, una storia mitica la sua, sono certo, che tra non molto tempo meriter\u00e0 di essere raccontata.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><strong>Fabio Perisse<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il gioco si fa duro\u2026 Chi come me ha il piacere di dedicarsi ormai da lungo tempo alla pesca della carpa, oggi conserva sicuramente piacevoli ricordi dei bei tempi che furono. 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